Benessere animale

Da anni impegnata sui temi della sostenibilità e dello sviluppo delle filiere, Camst considera il benessere animale parte integrante dei principi di sostenibilità che regolano le politiche e le decisioni aziendali.
L’obiettivo della policy è quello di illustrare un percorso che, nel lungo periodo, possa portare Camst ad acquistare dai propri fornitori prodotti che, nelle diverse filiere e in tutte le fasi di produzione, rispettino le pratiche responsabili per il benessere degli animali e, dove possibile, si spingano oltre gli standard previsti dalla legge. I principi e le pratiche delineati si applicano a tutte le filiere di Camst e coprono tutte le specie di animali e tutte le aree geografiche in cui opera il gruppo.

Camst è consapevole che gli animali siano esseri senzienti e riconosce che il Benessere Animale comprende sia il loro benessere fisico e mentale, che la loro capacità di esprimere comportamenti specie-specifici. Allevamenti e sistemi di gestione appropriati devono rispettare i bisogni degli animali, in linea con le Cinque Libertà che vengono usate per definire la condizione di benessere animale, e a cui Camst fa riferimento nella definizione delle proprie politiche aziendali:
• libertà da sete, fame e cattiva nutrizione, mediante facile accesso ad acqua fresca e pulita e adeguata alimentazione che garantisca piena salute e vigore;
• libertà di avere un ambiente fisico adeguato, mediante la predisposizione di un ambiente appropriato alla specie, con adeguati ripari e aree di riposo confortevoli;
• libertà da dolore, ferite e malattie, mediante prevenzione o rapida diagnosi e trattamento;
• libertà di esprimere le caratteristiche comportamentali specie-specifiche, mediante la predisposizione di spazi sufficienti, strutture adeguate, arricchimento ambientale e contatti sociali con animali della stessa specie;
• libertà da paura e disagio, garantendo condizioni di vita e trattamenti che evitino sofferenze mentali.

Pratiche responsabili per il benessere animale devono affrontare temi come sistemi di allevamento, confinamento in gabbia, densità, igiene, alimentazione, salute e utilizzo di farmaci veterinari, uso di promotori della crescita, disponibilità di acqua, mutilazioni, trasporto, tecniche di macellazione e tracciabilità.
Camst ritiene che soddisfare queste libertà sia essenziale per evitare inutili sofferenze e condizioni di scarso benessere animale. In questo contesto Camst ritiene che il confinamento in gabbia degli animali sia una pratica negativa per il benessere degli animali e per questo ha deciso di iniziare a impegnarsi per eliminare l’allevamento in gabbia nella propria filiera di uova in guscio e ovoprodotti.
Camst ha come core business la ristorazione collettiva (scolastica, ospedaliera, aziendale) che copre circa l’80% del fatturato dell’azienda, il restante 20% è relativo alla ristorazione commerciale, al catering per fiere ed eventi e altre attività minori.
A oggi Camst collabora con i propri fornitori per garantire il rispetto delle normative vigenti e dei principi di sostenibilità aziendali.
In particolare, per tutti i prodotti offerti dai propri servizi di ristorazione gli standard di Camst prevedono che

• tutti i prodotti di origine animale utilizzati nelle filiere aziendali provengano da animali macellati in maniera umana, attraverso sistemi che fanno ricorso a stordimento appropriato ed efficace prima dell’uccisione secondo quanto stabilito dalla normativa europea.

• Camst proibisce l’utilizzo di alimenti o ingredienti derivati da animali clonati e geneticamente modificati e/o dalla loro progenie.

Nel percorso di progressione e miglioramento delle proprie filiere, Camst ha deciso di sviluppare obiettivi specifici per le diverse filiere, iniziando da quella delle uova. Ogni anno l’azienda acquista dai propri fornitori di uova, tutti operanti sul territorio nazionale, oltre 2.800.000 di uova in guscio di cui il 33% (dati 2016) provenienti da galline non allevate in gabbia (a terra, all’aperto e biologico).

Monitorando i dati dell’acquisto di uova degli ultimi due anni, nel 2015 su 2.500.000 di uova il 26% proviene da uova di galline non allevate in gabbia, nel 2016 si evidenzia un trend di crescita pari al 7% in più rispetto all’anno prima.

Nel 2017 Camst ha ricevuto il Premio Good Egg, consegnato il 28 giugno a Londra da CIWF - Compassion in World Farming, per il suo impegno a eliminare entro il 2022 l’utilizzo di uova in guscio provenienti da galline allevate in gabbia.
Camst considera il confinamento in gabbia delle galline una pratica negativa per il benessere degli animali e, per questo si pone l’obiettivo di eliminare da tutte le proprie filiere uova e ovoprodotti provenienti da galline allevate in gabbia in tutte le attività dell'azienda entro il 2025. Con la collaborazione di CIWF (Compassion in World Farming), Camst si pone l’obiettivo di incrementare l’acquisto di uova e ovoprodotti provenienti da galline non allevate in gabbia del 10% entro il 2017, con l’obiettivo più ampio di eliminare del tutto le uova e gli ovoprodotti provenienti da galline allevate in gabbia in tutte le attività dell'azienda entro il 2025.

Il raggiungimento di questi obiettivi è monitorato dal servizio qualità di Camst e dal referente della responsabilità sociale. I dati raccolti, dopo essere stati elaborati, sono trasmessi internamente e all’azienda attraverso report annuali. Camst si impegna annualmente a rendere noti i risultati ottenuti nell’implementazione della gestione del benessere animale sul proprio sito corporate.

 

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